DRAPPI ROSSI
Red Drapes


Le macchie di colore e di luce dei drappi rossi, centri ottici di tanta pittura a partire da quella  delle icone, si ricompongono con altri dettagli naturali e paesaggistici in piena libertà dai loro rigidi canoni compositivi ed in piena trasgressione prospettica

The spots of the red drapes, color and light centers in so many pictures along the history of art, starting from the icons, are recomposed with other natural and landscape details in full freedom from the icon rigid compositional canons and in full perspective transgression

George Didi_Huberman rileva nel suo libro “Davanti all’immagine” che in alcuni quadri di Vermeer vi sono dettagli, come in particolare il cappello nella “Ragazza con cappello rosso”, che non sono semplici dettagli. Li chiama “lembi” per lo “scoppio della loro intrusione colorata”, per la loro capacità di imporsi, di dominare il quadro, e di “saltare agli occhi.. senza discrezione”. “Ma non per questo si lasciano identificare o recintare, una volta scoperti rimangono problematici”.
Drappi rossi dominano, come tali “lembi”, tante icone bizantine ed anche un grande affresco di Piero della Francesca ad Arezzo.
Per rileggere la loro onni-temporalità e le loro coniugazioni a tempi diversi, sono riletti e qui ricontestualizzati creando con essi connessioni e montaggi anche eterogenei e a-temporali con dettagli da icone ora in collezioni anche lontane fra loro


George Didi_Huberman notes in his book “In front of the image” that in some of Vermeer’s paintings there are details, such as in particular the hat in the “Girl with a red hat”, which are not mere details. He calls them “flaps” for the “outbreak of their colored intrusion” for their ability to impose themselves, to dominate the picture, and to “jump to the eyes .. without discretion”. “But this does not mean that they allow themselves to be identified or fenced off, and once discovered, they remain problematic”.
Red drapes dominate, as such “flaps”, many Byzantine icons, and also a large fresco by Piero Della Francesca in Arezzo. To re-read their omni-temporality and their conjugations at different times, they are re-read and here re-contextualized, creating with them connections and even heterogeneous and a-temporal montages with icon details now in collections even far from each other.